Passa ai contenuti principali

Gita a Montisola: attraverso un'alta voce...

 GITA MONTE ISOLA E PIRAMIDI DI ZONE

Il dodici maggio tutte le seconde  sono andate a Montisola e alla riserva naturale delle Piramidi di Erosione di Zone.


  • PIRAMIDI DI ZONE

Per prima cosa ci siamo recati alle Piramidi di Erosione du Zone e abbiamo iniziato la camminata. Purtroppo durante essa ha iniziato a diluviare, ma nonostante questo non ci siamo arresi e abbiamo visitato la riserva delle Piramidi e anche la Chiesa di San Giorgio. La riserva naturale Piramidi di Zone è un'area naturale protetta caratterizzata dalla presenza di camini delle fate, risultato della forza erosiva dell'acqua. La chiesa parrocchiale di San Giorgio è stata costruita nel 1726, come risulta da un cartiglio posto sull’arco trionfale. In precedenza vi era un altro edificio religioso di minori dimensioni.






  • MONTE ISOLA

Dopo aver visitato la riserva naturale delle Piramidi di Zone abbiamo preso l’autobus e, dopo venti minuti, siamo arrivati all’attracco per prendere il traghetto. Dopo 3 minuti di “viaggio” sul traghetto siamo arrivati in monte isola, lì abbiamo pranzato e successivamente siamo andati a vedere la città. Purtroppo non siamo stati molto fortunati e dopo un po’ ha cominciato a piovere molto forte allora ci siamo riparati in un parco.


     


  • CURIOSITA’: THE FLOATING PIERS

The Floating Piers è stata un'installazione di land art degli artisti Christo e Jeanne-Claude. Consisteva in una rete di pontili galleggianti aperti al pubblico, messi in opera sul lago d'Iseo, tra Sulzano, Montisola e l'isola di San Paolo. L'opera era costituita da una serie di pontili galleggianti installati sulla sponda bresciana del lago d'Iseo, che permettevano ai visitatori di camminare appena sopra la superficie dell'acqua del lago da Sulzano, sulla terraferma, sino alle isole di Monte Isola e San Paolo, dal 18 giugno al 3 luglio 2016




Hanzala Muhammad e
Togni Nicolas

Commenti

Post popolari in questo blog

Shoah next generation: la parola degli elaborati vincitori, redattori della "Voce del Campus"

La scatola del passato Perchè ho scelto di fare una scatola come “plastico” ?  Ho deciso di usare una scatola perché simboleggia la memoria e il legame tra il passato e il presente. Mi piace l’idea che questa scatola possa contenere ricordi dimenticati, frammenti di storie che non vogliamo perdere. Quello che c’è dentro rappresenta la vita delle persone che non ci sono più, ma che continueranno a vivere nei nostri cuori e nella nostra memoria.  Ora vi spiego il significato di ogni oggetto dentro e fuori dalla scatola:  La scatola: La scatola rappresenta la memoria, come se fosse un contenitore dove mettiamo dentro tutto ciò che dobbiamo ricordare .È importante non  dimenticare mai quello che è successo durante la Shoah.  Il fiocco sul coperchio: Ho messo un fiocco sul coperchio come segno di rispetto. È un piccolo gesto che rappresenta il nostro impegno a non dimenticare le vittime e a ricordarle sempre.  La lettera: La lettera che ho scritto è un pensiero ...

Polonia: il nostro vissuto

  POLONIA Una visita toccante nei luoghi della memoria Auschwitz e Birkenau Il 10 e 11 Marzo i vincitori del concorso Shoah Next Generation di cui vi abbiamo già parlato hanno fatto un viaggio in Polonia e hanno visitato Auschwitz e Birkenau. Io e Ashmeet Kaur che stiamo ora scrivendo l’articolo siamo due delle vincitrici della scuola di Urgnano insieme a Ginevra Avogadri, Barbara Gritti, Giorgio Catti, Mattia Parachini, Beatrice Bergamini, Mattia Ferrari, Nicole Bellometti , Simone Rossi, Rebecca Martinoli e Ramon Salvetti. Ci hanno accompagnato in questa avventura le  prof Roberta Del Carro e  Mariangela Faletti e la D.S. Valeria Cattaneo. Con noi c’erano anche  altre scuole (Stezzano, Grassobbio e Azzano), accompagnati dai loro prof. La giornata è iniziata con la mostra creata dal deportato: Marian Kolodziej, prigioniero numero 432 che intitolò la mostra: Negativi della memoria. Una ci ha spiegato i suoi quadri ed è stato molto toccante. Il pomeriggio siamo andati...

Corso di tiro con l'arco

Durante il mese di marzo le professoresse di educazione fisica hanno aderito per le classi prime ad un progetto di tiro con l’arco;  il mini corso è composto da tre lezioni. L’esperto di tiro con l’arco ci ha insegnato i passaggi da effettuare per scoccare una freccia. La prima lezione è stato un momento di emozione per molti ragazzi, i quali avevano ansia di prendere in mano l’arco e la freccia. L’istruttore si è rivelato simpatico e divertente sin dal primo minuto;  i ragazzi sono rimasti stupiti dalla concentrazione necessaria per fare centro, l’arco era enorme e molti sono riusciti a malapena a prenderlo in mano. Molti ragazzi pensavano che il tiro con l’arco fosse uno sport molto facile, ma in realtà si sono sbagliati: per tenere l’arco bisogna girarsi a destra e guardare il bersaglio con l’arco appoggiato sul piede sinistro, una volta incoccata la freccia in quella posizione, l’arco lo si impugna con la mano sinistra e la corda si tende con tre dita; successivamente, si ...